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Caro energia, le richieste delle associazioni di consumatori e la posizione dell’ARERA
In considerazione dei disagi economici sperimentati da molte famiglie italiane, il Consiglio dei Ministri ha deciso di prorogare anche nei primi tre mesi del 2023 il pacchetto di provvedimenti tampone per contrastare il caro energia.
I principali interventi messi in campo riguardano l’azzeramento degli oneri di sistema, la riduzione dell’Iva sul gas al 5% e misure come il rifinanziamento sociale per i nuclei familiari a basso reddito.
Secondo le associazioni che tutelano i diritti dei consumatori, si tratta di azioni che, pur andando nella giusta direzione, sono del tutto limitate perché prolungarle all’infinito è certamente impossibile: da qui, la richiesta di attuare una riforma strutturale che non faccia pesare ai cittadini i costi della transizione ecologica.
A preoccupare le associazioni di categoria e dei consumatori, le incognite del futuro che potrebbero tradursi in altri aumenti per gli italiani , con il rischio di speculazioni sempre in agguato.
In merito a quest’ultimo punto, per esempio, Altroconsumo, l’organizzazione più rappresentativa presente sul territorio nazionale, ha inviato alle istituzioni un appello, chiedendo una vigilanza più rigorosa sugli aumenti.
Secondo l’associazione dei consumatori, si tratta di un monitoraggio necessario, soprattutto in periodi come quello attuale, caratterizzato da prezzi ai massimi.
Pertanto, è indispensabile un’azione di controllo permanente, a cura delle Authorities competenti, da svolgere su due fronti.

Ovvero, la verifica del costante allineamento tra mercato al dettaglio e all’ingrosso e la massima attenzione per smascherare eventuali speculazioni.
Tra le altre richieste rivolte al governo, figura il ridimensionamento definitivo dell’Iva sul gas.
Come è noto, l’esecutivo ha già deciso di abbassare l’aliquota la 5%, tuttavia i rappresentanti dei consumatori ritengono che il provvedimento debba diventare permanente, se davvero si vuole consentire un risparmio sensibile in bolletta.
E, sempre a proposito di rincari energetici, tra le proposte figura l’eliminazione dei costi aggiuntivi, in particolare quelli indicati come oneri di sistema.
Si tratta degli importi pagati dai singoli utenti per finanziare anche la produzione energetica da fonti rinnovabili e il bonus sociale.
Anch’essi sono stati eliminati per i primi mesi del 2023. Come previsto dal decreto “Aiuti Bis”, per il quarto trimestre ARERA ha azzerato gli oneri generali di sistema anche per il gas.
L’Autorità ha inoltre confermato il potenziamento del bonus sociale per le famiglie con un livello ISEE fino a dodicimila euro, che lievitano fino a ventimila per i nuclei più numerosi.
L’erogazione avviene automaticamente in bolletta a beneficio degli aventi diritto, a condizione che essi abbiano richiesto un ISEE per l’anno 2022.
Confermate anche la riduzione dell’IVA sul gas al 5% e l’applicazione della componente negativa UG2 a vantaggio dei consumi gas fino a 5.000 smc/anno.
Marianna La Barbera

