incentivi e norme

Il Decreto “Fonti rinnovabili nelle isole minori non interconnesse” individua le disposizioni per la loro progressiva copertura del fabbisogno attraverso energia da fonti rinnovabili e stabilisce, oltre ad obiettivi quantitativi e temporali, le modalità di sostegno degli investimenti necessari al perseguimento dei suddetti obiettivi.

L’agevolazione fiscale invece consiste in detrazioni dall’IRPEF o dall’IRES ed è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti. Le percentuali di detrazioni, da ripartire in 10 rate annuali, variano a seconda dell’intervento.

Il Conto  Termico 2.0 introdotto con Decreto MiSE del 16/02/2016, incentiva interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. I beneficiari sono le Pubbliche Amministrazioni (PA), imprese e privati.

 
 

INCENTIVI

I fondi europei sono organizzati in Programmi tematici, dedicati a specifici obiettivi (cultura, energia, agricoltura, ecc.). All’interno dei programmi sono organizzati i Fondi. Per ogni fondo vengono emanati i relativi Bandi, che delineano le caratteristiche dei progetti oggetto di finanziamento e le scadenze per la presentazione delle domande.

I fondi europei si dividono in:

  • Fondi Diretti: erogati e gestiti direttamente dalla Comunità Europea
  • Fondi Strutturali (o Indiretti): erogati dalla Comunità Europea, ma gestiti dai Paesi membri, dallo Stato (attraverso i PON – Programmi Operativi Nazionali) o dalle Regioni (attraverso i POR – Piani Operativi Regionali).

I fondi diretti a loro volta si dividono in:

  • Programmi intracomunitari: che coinvolgono i Paesi membri dell’Unione e riguardano politiche interne di interesse europeo (ad esempio le politiche giovanili, la giustizia, l’ambiente, ma soprattutto l’innovazione);
  • Programmi di cooperazione esterna: promuovono la cooperazione dei Paesi membri con Paesi terzi rispetto all’Unione.

Questa tipologia di fondi finanzia progetti di respiro europeo che devono riguardare un’idea innovativa e meritevole di applicazione industriale, e coinvolgere almeno tre partner di tre Paesi differenti. Normalmente, la Comunità non finanzia la totalità del progetto, ma solo una sua quota parte.

Le informazioni sui fondi diretti sono reperibili sul sito della Comunità Europea (http://ec.europa.eu/index_it.htm ), dove si trovano i link ai siti dedicati ai diversi programmi.

I fondi strutturali (o indiretti), invece, finanziano progetti più specificamente legati al territorio. I bandi vengono predisposti dai singoli Governi o Regioni sulla base dei risultati dei cosiddetti Tavoli di Parternariato. La partecipazione a questi bandi in genere non richiede la presenza di ulteriori partner oltre al richiedente.

Sono articolati in diversi fondi, in stretto raccordo con la strategia Europa 2020:

  • Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), focalizzato su innovazione e ricerca, agenda digitale, sostegno alle PMI ed economia a basse emissioni di carbonio;
  • Fondo sociale europeo (FSE), concentrato su occupazione, istruzione, formazione, inclusione sociale e capacità istituzionale;
  • Fondo di coesione (FC), dedicato a trasporti e tutela dell’ambiente negli stati membri meno sviluppati;
  • Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), per la politica agricola comune;
  • Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), per la politica comune della pesca.

Il ciclo di programmazione 2014-2020 prevede in Italia la realizzazione di 75 programmi operativi: FESR e FSE cofinanziano 39 POR e 12 PON, il FEASR cofinanzia 21 piani di sviluppo rurale (PSR) e 2 PON, il FEAMP cofinanzia un PON.

I bandi relativi ai Fondi Strutturali sono generalmente reperibili sui siti delle singole Regioni.

Cliccando sui link che seguono è, invece, possibile visualizzare in maniera aggregata i vari programmi operativi finanziati con il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale FESR (primo link) e i bandi pubblicati relativi al settore Energia (secondo link):

Le opportunità di finanziamento descritte a seguire riguardano sia programmi finanziati con fondi diretti (ELENA, Horizon2020, EEEF) che programmi finanziati con fondi indiretti (PO FESR Sicilia 2014-2020, PRS Sicilia 2014-2020, PON “Imprese e competitività).

All’ambito regionale appartengono i due principali strumenti di finanziamento PO FESR 2014-2020 Sicilia e PSR 2014-2020 Sicilia. Nell’ambito nazionale rientra invece il PON “Imprese e competitività 2014-2020”. All’ambito europeo appartengono invece i finanziamenti che fanno capo agli strumenti ELENA, Fondo europeo per l’efficienza energetica (EEEF) e Horizon 2020.

PO FESR 2014-2020

All’interno PO FESR 2014-2020, sono presenti 4 Assi che prevedono di finanziare interventi nel settore energetico, dei trasporti, della tutela ambientale e del contrasto ai cambiamenti climatici. Più nello specifico:

  • Asse 4 – Energia Sostenibile e Qualità della Vita. Sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori.

Dotazione finanziaria: 1.128.734.788 €

  • Asse 5 – Cambiamento climatico, prevenzione e gestione dei rischi. Dotazione finanziaria: 295.306.365 €
  • Asse 6 – Tutelare l’ambiente e promuovere l’uso efficiente delle risorse. Dotazione finanziaria: 496.811.975 €
  • Asse 7 – Sistemi di Trasporto Sostenibili. Dotazione finanziaria: 683.686.204 €

Ognuno di questi Assi prevede poi diversi obiettivi specifici, sulla base dei quali vengono emanati i vari bandi di finanziamento dei progetti.

Come si può notare, all’Asse 4, dedicato all’Energia, è stato riservato oltre un miliardo di euro. Una dotazione elevatissima, soprattutto considerando che tutto il PO FESR, con i suoi 10 Assi, ha a disposizione 4,3 miliardi di euro. Notevole anche la dotazione riservata ai Sistemi di trasporto sostenibili.

L’Asse 4 è caratterizzato da azioni di efficienza energetica per: edilizia pubblica anche residenziale; pubblica illuminazione; attività produttive; sostegno allo sviluppo di energie rinnovabili di piccola taglia orientate all’autoconsumo; reti di distribuzioni intelligenti-Smart-Grids; interventi di cogenerazione e trigenerazione; trasporti urbani sostenibili.

Per i dettagli relativi ai singoli assi si rimanda alle schede di dettaglio allegate (Asse 4, Asse 5, Asse 6, Asse 7)

Qui è invece possibile visionare tutte le informazioni, ivi inclusi Bandi e Avvisi per ogni Asse, relativi al PO FESR 2014-2020.

Programma di Sviluppo Rurale Sicilia 2014-2020 – PSR Sicilia 2014-2020

Il Programma di Sviluppo Rurale (PSR) Sicilia 2014-2020 rappresenta lo strumento di finanziamento e attuazione del Fondo europeo agricolo di sviluppo rurale (FEASR) dell’Isola. Nell’ambito della Programmazione delle risorse FEASR alla Regione Siciliana sono state assegnate risorse pari a 2.212.747.000 di euro.

Nonostante si tratti di un programma di sviluppo agricolo, anche all’interno del PSR è possibile rinvenire misure che incentivano le fonti energetiche rinnovabili, il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra.

In particolare il PSR prevede finanziamenti anche per le seguenti esigenze specifiche:

  • F16 Incentivare la produzione e l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili;
  • F17 Aumentare l’efficienza energetica delle imprese agricole, agroalimentari e forestali;
  • F18 Ridurre le emissioni di CO2,limitare input energetici nella gestione aziendale, incrementare il carbonio organico nei suoli

Il programma PSR è suddiviso in 16 misure, che vanno dalla consulenza e assistenza, agli investimenti in immobilizzazioni materiali, dall’agricoltura biologica allo sviluppo delle aziende agricole e delle imprese.

Le seguenti sottomisure incentivano interventi per il risparmio energetico e le fonti rinnovabili:

    • Sottomisura 4.3 Interventi infrastrutturali – Azione 2: infrastrutture e installazioni per la distribuzione di energia da fonti rinnovabili quali biomasse, solare, eolico, geotermico
    • Sottomisura 6.4b: Investimenti per la creazione e lo sviluppo di attività extra-agricole -Investimenti nella creazione e nello sviluppo di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili
    • Sottomisura 7.2: Sostegno a investimenti finalizzati alla creazione, al miglioramento o all’espansione di ogni tipo di infrastrutture su piccola scala, compresi gli investimenti nelle energie rinnovabili e nel risparmio energetico
    • Sottomisura 16.6: Sostegno alla cooperazione di filiera per l’approvvigionamento sostenibile di biomasse da utilizzare nella produzione di alimenti e di energia e nei processi industriali

Qui è possibile visionare tutte le informazioni, ivi inclusi Bandi e Avvisi per ogni Misura, relativi al PSR Sicilia 2014-2020.

PON Imprese e Competitività 2014-2020

La Commissione europea ha approvato il 23 giugno 2015, e successivamente modificato il 24 novembre 2015, il Programma Operativo Nazionale (PON) Imprese e Competitività 2014-2020 che interviene con una dotazione complessiva di circa 2,3 miliardi di euro per il rafforzamento delle imprese del Mezzogiorno, quale elemento cardine della politica industriale italiana in una logica di riequilibrio territoriale e di convergenza Mezzogiorno-Centro-Nord.

Il Programma intende accrescere gli investimenti nei settori chiave nelle Regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) e in quelle in transizione (Abruzzo, Molise, Sardegna), contribuendo all’obiettivo di portare il peso relativo del settore manifatturiero sul PIL europeo dal 15,6% del 2011 al 20% entro il 2020 e sostenere così un duraturo processo di sviluppo dell’intero Sistema imprenditoriale del Paese.

Con decisione C(2017) 8390 del 7.12.2017 la Commissione Europea ha approvato la riprogrammazione del PON Imprese e Competitività 2014-2020 determinando un significativo incremento della dotazione, pari a 665,1 milioni di euro di risorse del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), e l’estensione dell’area territoriale del programma al Centro-Nord.

La forza innovativa del PON Imprese e Competitività, in linea con le priorità della Strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, risiede dunque nella combinazione di agevolazioni in risposta ai fabbisogni delle imprese e interventi infrastrutturali per migliorarne il posizionamento.

Il Programma si propone di favorire la crescita economica e il rafforzamento della presenza delle aziende italiane nel contesto produttivo globale, in particolare le piccole e medie imprese, articolando gli interventi su 4 obiettivi tematici:

      • OT 1 – rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione
      • OT 2 – migliorare l’accesso e l’utilizzo del ICT, nonché l’impiego e la qualità delle medesime
      • OT 3 – promuovere la competitività delle piccole e medie imprese
      • OT 4 – sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio in tutti i settori.

I quattro obiettivi tematici confluiscono nei 4 assi prioritari di intervento in cui si articola il Programma:

      • ASSE I – INNOVAZIONE : In stretto collegamento con gli ambiti applicativi individuati nella S3 (Industria intelligente e sostenibile, energia e ambiente; Salute, alimentazione, qualità della vita; Agenda Digitale, Smart Communities, Sistemi di mobilità intelligente; Turismo, Patrimonio culturale e industria della creatività; Aerospazio e difesa), l’Asse prevede l’attuazione di strumenti di livello nazionale che garantiscano parità di accesso e trattamento a tutti i potenziali beneficiari che si concretizzano in azioni di comprovata efficacia per progetti (anche di natura collaborativa) di R&S e di conseguente industrializzazione dei risultati della ricerca.
      • ASSE II – BANDA ULTRALARGA E CRESCITA DIGITALE: In coerenza con la Strategia italiana per la banda ultra larga l’Asse prevede interventi di infrastrutturazione passiva sulla banda ultralarga (≥100 Mbps) eventualmente integrati da interventi pilota di infrastrutturazione attiva (componenti elettroniche per l’accensione materiale della fibra) rivolti esclusivamente ad aree di rilevanza industriale/ad alta densità di imprese.
      • ASSE III – COMPETITIVITÀ PMI: Promuovere processi di riposizionamento competitivo del sistema produttivo meridionale, valorizzando potenzialità inespresse, attraverso interventi: con operatività e impatto immediati, per contrastare gli effetti dell’attuale congiuntura sul tessuto produttivo; inquadrabili in una più ampia strategia di sviluppo e innovazione, anche in raccordo con le azioni finanziate nell’ambito dell’Asse I. Gli interventi saranno realizzati privilegiando il ricorso a strumenti operativi nazionali conosciuti e dalla comprovata efficacia.
      • ASSE IV – EFFICIENZA ENERGETICA: In collegamento con gli interventi previsti nell’Asse I, II e III del PON è previsto il sostegno ad interventi: per l’implementazione di smart grids prioritariamente sulla rete di distribuzione e sulla rete di trasmissione; per la realizzazione di sistemi di stoccaggio; per il raggiungimento di maggiori livelli di efficienza energetica all’interno delle aziende; per l’innalzamento del livello di tutela ambientale nelle strutture e nei cicli produttivi; per la realizzazione di impianti di cogenerazione ad alto rendimento finalizzati all’autoconsumo.

Più nello specifico, l’Asse IV, con una dotazione complessiva di 510.450.281 €, prevede lo sviluppo delle seguenti azioni:

      • 4.2.1 Incentivi finalizzati alla riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di gas climalteranti delle imprese e delle aree produttive compresa l’installazione di impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile per l’autoconsumo, dando priorità alle tecnologie ad alta efficienza;
      • 4.3.1 Realizzazione di reti intelligenti di distribuzione dell’energia (smart grids) e interventi sulle reti di trasmissione strettamente complementari e volti ad incrementare direttamente la distribuzione di energia prodotta da fonti rinnovabili, introduzione di apparati provvisti di sistemi di comunicazione digitale, misurazione intelligente e controllo e monitoraggio, come infrastruttura delle “città” e delle aree periurbane;
      • 4.3.2 Realizzazione di sistemi intelligenti di stoccaggio asserviti a reti intelligenti di distribuzione (smart grids) e a impianti di produzione da FER.

Qui è possibile visionare tutte le informazioni relative al PON IC 2014-2020.

Fondo Europeo per l’Efficienza Energetica (EEEF)

Il Fondo Europeo per l’Efficienza Energetica del Programma Energetico Europeo per la Ripresa (EEEF) è il principale strumento finanziario dell’Unione Europea dedicato alle energie sostenibili, lanciato a partire dal 2011.

Nasce grazie al contributo di Commissione europea, Banca Europea per gli Investimenti (BEI), Cassa depositi e prestiti (Cdp) e Deutsche Bank, con una dotazione iniziale di 265 milioni di euro.

I beneficiari finali sono gli enti pubblici a livello locale e regionale così come le aziende pubbliche e private che operano al servizio degli enti locali (quali società di servizi energetici o ESCo, utility, fornitori di trasporto pubblico, associazioni di edilizia sociale etc.).

Il Fondo effettua investimenti diretti, rivolti agli sviluppatori di progetti, a società di servizi energetici, aziende che forniscono servizi per i mercati dell’efficienza energetica e le energie rinnovabili di piccola taglia nei paesi target.

Gli investimenti in progetti di efficienza energetica ed energia rinnovabile vanno dai 5 ai 25 milioni di euro.

Gli strumenti finanziari includono debito senior, mezzanino, strumenti di leasing e forfaiting (in cooperazione con i partner industriali).

Sono possibili (co-)investimenti in equity per energie rinnovabili nel ciclo di vita dei progetti o la partecipazione nel capitale di rischio di società di progetto, o in cooperazione diretta con gli enti pubblici oppure in collaborazione con aziende pubbliche o private che agiscano per conto di tali enti.

I prestiti a medio-lungo termine possono durare fino a 15 anni, gli investimenti in capitale di rischio possono essere adattati alle necessità delle varie fasi di progetto.

Il Fondo può co-investire come parte di un consorzio e condividere il rischio con una banca locale.

Inoltre, può investire anche in istituti di credito, ossia banche commerciali locali, società di leasing e altri istituti finanziari selezionati che finanziano oppure si impegnano a finanziare dei Beneficiari Finali soddisfacendo i criteri di ammissibilità di eeef.

Il Fondo Europeo per l’Efficienza Energetica può investire in diverse categorie di progetti:

      1. Investimenti per il Risparmio Energetico e l’Efficienza Energetica:
        • Edifici pubblici e privati che adottino soluzioni per l’efficienza energetica e la produzione di energia rinnovabile, comprese quelle basate sull’uso delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC),
        • Investimenti in produzione combinata di elettricità e calore ad alta efficienza (CHP), compresa la micro-cogenerazione e le reti di riscaldamento e raffreddamento, in particolare da fonti di energia rinnovabile,
        • Infrastrutture locali, comprese le infrastrutture pubbliche per l’illuminazione esterna come strade e semafori, lo stoccaggio di energia elettrica, nonché i sistemi di smart metering e smart grid che fanno pieno uso delle TIC,
        • Tecnologie basate sull’efficientamento energetico e le energie rinnovabili con potenziale innovativo ed economico, che ricorrano alle migliori pratiche disponibili.
      2. Investimenti in Fonti Rinnovabili di Energia, che includono:
        • Produzione distribuita da fonti locali di energia rinnovabile, con immissione in reti di distribuzione a medio-bassa tensione (110kV e inferiore),
        • Smart-grid che consentano un maggiore consumo da fonti di energia rinnovabile,
        • Stoccaggio di energia che consenta di accumulare parte dell’energia prodotta da fonti intermittenti durante le ore di basso consumo per poterla poi restituire nei picchi di domanda,
        • Immissione del biogas prodotto localmente nelle reti di gas naturale,
        • Impianti di microgenerazione da fonti di energia rinnovabile, tipicamente con output inferiore a 50kW e connesso alla produzione di energia elettrica e/o calore, a servizio di utenze domestiche individuali, edifici in multiproprietà e settore commerciale leggero. Le tecnologie includono, ma non si limitano a, fotovoltaico, impianti mini-eolici, impianti mini-idroelettrici, pompe di calore con fonti terra-/acqua-/aria, solare termico, riscaldamento a biomasse/biogas e mini-CHP che utilizzano fonti di energia rinnovabile.

Il Fondo prevede anche un servizio di Assistenza tecnica.

Per richiedere il finanziamento EEEF, la procedura prevede un preliminare controllo di ammissibilità, con la possibilità di sottoporre al Responsabile degli Investimenti uno o più progetti.

Per maggiori informazioni: www.eeef.eu

HORIZON 2020

Horizon 2020 è il più importante programma di ricerca e innovazione d’Europa. È un programma di finanziamento creato dalla Commissione europea, organo esecutivo dell’Unione europea, per sostenere e promuovere la ricerca nello spazio europeo della ricerca (ERA). È l’ottavo dei programmi quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico, la ricerca finanziaria, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione, con l’accento sull’innovazione, accelerando la crescita economica e fornendo soluzioni agli utenti finali.

L’obiettivo del programma è quello di completare lo spazio europeo della ricerca coordinando le politiche nazionali di ricerca e riunendo i finanziamenti di ricerca in alcuni settori per evitare duplicazioni. Horizon 2020 è considerato uno strumento politico per attuare altre iniziative politiche di alto livello dell’Unione europea, come l’Europa 2020 e l’Innovazione Union.

Horizon 2020 sta attuando anche la politica europea in materia di ricerca e innovazione ambientale che mira a definire e trasformare in realtà un’agenda di trasformazione per il verde dell’economia e della società nel suo insieme al fine di realizzare uno sviluppo sostenibile.

All’interno del Programma, nell’ambito della Call “Building a low carbon, climate resilient future: secure, clean and efficient energy”, è possibile identificare diversi “topic” dedicati alle isole, alcuni già scaduti, altri ancora aperti.

Tra questi ultimi si richiama a seguire un topic che si propone di impattare sulla decarbonizzazione dei sistemi energetici nelle isole e a livello locale sulla terra ferma avvantaggiandosi dalla disponibilità di fonti rinnovabili locali, la specificità della domanda e dei network di energia locale per elaborare e mettere in atto un sistema di energia locale low carbon. Di seguito alcuni dettagli.

      • TOPIC : European Islands Facility – Unlock financing for energy transitions and supporting islands to develop investment concepts
      • Data di apertura del bando: 5 settembre 2018
      • Deadline: 5 Febbraio 2019

Il bando in questione prende le mosse dalla nuova Iniziativa ‘Clean Energy for EU Islands” lanciata dalla Commissione Europea, una dichiarazione politica di intenti il cui scopo è aiutare le isole a ridurre la dipendenza dell’importazione di energia facendo migliore uso delle proprie fonti di energia rinnovabile, e abbracciando sistemi energetici più moderni, socialmente inclusivi e innovativi.

Il bando parte dalla consapevolezza che pochissime isole, nonostante l’incredibile potenziale, sviluppano ed ampliano i pacchetti di investimenti. Questo perché essi richiedono un’elevata innovazione tecnica, organizzativa e finanziaria. Le isole hanno scarse risorse economiche per accedere all’adeguata expertise analitica, finanziaria e legale. Un nuovo concetto di investimento permetterebbe alle isole di accedere a vari canali di finanziamento che sono in fase di definizione (per esempio PDA, ESIF Financial Instrument e Piattaforme Nazionali di Investimento).

I progetti presentati dovranno avviare e gestire un “’European Islands Facility’ che offre expertise e supporto finanziario e servizi alle isole.

Il bando dunque non finanzia progetti di ricerca ma è una classica “Coordination and support action”, che finanzia il coordinamento e il networking di progetti, programmi e politiche.

Per maggiori informazioni sul topic: ec.europa.eu/research/participants/portal/desktop/en/opportunities/h3020/topics/lc-sc3-es-8-2019.html

Sul programma Horizon2020: ec.europa.eu/programmes/horizon2020/

ELENA – European Local Energy Assistance

Il programma ELENA (acronimo di European Local ENergy Assistance) è parte del più ampio sforzo della EIB (European Investment Bank) per sostenere gli obiettivi di clima e politica energetica dell’UE. Questa iniziativa congiunta EIB-Commissione Europea è nata per supportare tecnicamente ed economicamente le autorità locali e regionali nel preparare progetti nel campo dell’efficienza energetica e dell’energia rinnovabile.

I fondi ELENA possono essere utilizzati per strutturare programmi e piani aziendali, per eventuali audit energetici necessari al progetto, per la preparazione di procedure di gara e contratti. Il contributo comunitario può coprire fino al 90% dei costi ammissibili.

I programmi di investimento possono comportare il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici o l’illuminazione stradale, l’integrazione delle fonti di energia rinnovabili negli edifici o la ristrutturazione o l’installazione di sistemi di teleriscaldamento che utilizzano la cogenerazione o fonti rinnovabili. Inoltre sono ammissibili anche programmi di investimento per il trasporto urbano relativi a una maggiore efficienza energetica, come l’introduzione di autobus a basso consumo energetico e un maggiore uso delle energie rinnovabili nei trasporti (ad esempio infrastrutture per i veicoli a combustibile alternativo).

Condizione chiave per l’eleggibilità dei progetti è che questi contribuiscano agli obiettivi di riduzione di CO2 fissati nel “Patto dei Sindaci”, e ai risultati da raggiungere in materia di clima ed energia dell’obiettivo 20-20-20. I programmi di investimento finanziabili possono ricadere nelle seguenti aree:

      • Integrazione di fonti di energia rinnovabile negli edifici. Ad esempio: solare fotovoltaico, solare termico e biomassa.
      • Investimenti nel rinnovamento, estensione e costruzione di nuove reti di riscaldamento/ refrigerazione, incluse reti a ciclo combinato (CHP), sistemi decentralizzati a ciclo combinato.
      • Infrastrutture locali incluse reti intelligenti, ICT, infrastrutture tecnologiche per migliorare l’efficienza energetica, arredo urbano ad alta efficienza energetica, strutture per il trasporto inter-modale e infrastrutture per il rifornimento di veicoli alimentati da fonti rinnovabili.

ELENA finanzia l’assistenza tecnica per la realizzazione di questi piani di investimento che devono avere una portata finanziaria di almeno 25 milioni di euro. I finanziamenti vengono concessi attraverso intermediari finanziari locali, i quali poi possono finanziare i singoli progetti delle autorità locali.

La possibilità di finanziamento è aperta sia agli enti pubblici che privati che perseguono un progetto di efficienza energetica, energia rinnovabile o trasporto sostenibile e stanno cercando finanziamenti per supportare lo sviluppo del progetto. Tipicamente, ELENA supporta programmi di investimento oltre i 30 milioni in un periodo di 3-4 anni e può coprire fino al 90% dei costi di assistenza tecnica e di sviluppo del progetto. I progetti più piccoli possono essere supportati quando sono integrati all’interno di programmi di investimento più ampi.

Il finanziamento può essere utilizzato per coprire i costi legati agli studi di fattibilità e di mercato, la strutturazione del programma di investimento, business plan, audit energetici progettazione finanziaria, così come la preparazione delle procedure di appalto, impegni contrattuali e unità di implementazione del progetto.

Per maggiori informazioni: www.eib.org/en/products/advising/elena/index.htm

L’agevolazione fiscale consiste in detrazioni dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) o dall’Ires (Imposta sul reddito delle società) ed è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti. Le detrazioni sono riconosciute se le spese sono state sostenute per:

      • riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento;
      • miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni – pavimenti – finestre, comprensive di infissi);
      • installazione di pannelli solari;
      • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale;
      • schermature solari indicate nell’allegato M del decreto legislativo n. 311/2006;
      • impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili;
      • installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, produzione di acqua calda o climatizzazione, finalizzati ad aumentare la consapevolezza energetica degli utenti e a garantire un funzionamento più efficiente degli impianti;
      • acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori, in sostituzione di impianti esistenti;
      • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi
      • acquisto e la posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.

Le percentuali di detrazione variano a seconda che l’intervento riguardi la singola unità immobiliare o gli edifici condominiali e dell’anno in cui è stato effettuato. Le detrazioni, da ripartire in 10 rate annuali di pari importo, sono riconosciute nelle seguenti misure:

      • 55% delle spese sostenute fino al 5 giugno 2013
      • 65% delle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2018 per interventi sulle singole unità immobiliari (ridotta al 50% per le spese, sostenute dal 1º gennaio 2018, relative ai seguenti interventi: finestre comprensive di infissi, schermature solari, sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione classe A o dotati di generatori alimentati da biomasse. Per le caldaie a condensazione resta la 65% in caso di sistemi di termoregolazione evoluti)
      • 65% delle spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2021 per interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali e per quelli che interessano tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio.
      • 65% delle spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018 per:
        • acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti (risparmio di energia primaria pari almeno al 20%);
        • interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con apparecchi ibridi (pompa di calore integrata con caldaia a condensazione);
        • acquisto e posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione.

Indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui le spese si riferiscono, per l’applicazione dell’aliquota corretta occorre far riferimento:

      • alla data dell’effettivo pagamento (criterio di cassa) per persone fisiche, esercenti arti e professioni ed enti non commerciali
      • alla data di ultimazione della prestazione, indipendentemente dalla data dei pagamenti, per imprese individuali, società ed enti commerciali (criterio di competenza).

Le isole minori sono realtà particolari, sottoposte a stringenti vincoli ambientali e paesaggistici, nelle quali l’approvvigionamento di combustibile avviene usualmente via nave, con possibili interruzioni causate da avverse condizioni meteo-marine. La produzione elettrica è assicurata generalmente da un unico produttore con impianti alimentati con fonti convenzionali; la domanda è molto variabile a causa della fluttuazione delle presenze stagionali.

Attraverso il Decreto “Fonti rinnovabili nelle isole minori non interconnesse” è stato avviato un percorso per trasformare le piccole isole in laboratori dove sperimentare soluzioni innovative ed economicamente sostenibili su reti, impianti di produzione e utenze, con l’obiettivo di individuare le condizioni per rendere le fonti rinnovabili l’asse principale del sistema energetico.

Il testo del Decreto individua le disposizioni per la progressiva copertura del fabbisogno delle isole minori non interconnesse attraverso energia da fonti rinnovabili e, in particolare, stabilisce:

      • obiettivi quantitativi del fabbisogno energetico delle isole da coprire con fonti rinnovabili;
      • obiettivi temporali per il processo di sviluppo della produzione da fonti rinnovabili;
      • modalità di sostegno degli investimenti necessari al perseguimento dei suddetti obiettivi.

Relativamente al terzo punto, il decreto precisa che gli incentivi alle rinnovabili nelle isole minori devono essere commisurati al costo del combustibile risparmiato per il minor consumo d’energia efficientemente prodotta.

In seguito all’emanazione del Decreto, l’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), cui è demandato il compito di definire le tariffe incentivanti, ha prima pubblicato un documento di consultazione chiamato “Orientamenti in merito alla definizione della remunerazione spettante ai produttori di energia elettrica e termica da fonti rinnovabili nelle isole minori non interconnesse” per raccogliere le osservazioni delle parti interessate, e a seguire la Delibera “Definizione della remunerazione dell’energia elettrica e termica prodotta da fonti rinnovabili nelle isole non interconnesse”, con la quale è stata quantificata la tariffa incentivante.

Per quanto riguarda le tecnologie per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in primis il fotovoltaico, è previsto un contributo in “conto energia”, ossia una tariffa unitaria in €/kWh che va ad incentivare direttamente l’energia prodotta; nello specifico è prevista l’erogazione per venti anni di una tariffa diversa per l’energia immessa nella rete elettrica e per l’energia autoconsumata. Il soggetto che realizza l’impianto FER, potrà scegliere tra due opzioni: una tariffa base fissa nel tempo, oppure una tariffa variabile negli anni correlata al costo industriale del gasolio, compresa tra un valore massimo e un valore minimo predeterminati.

Per quanto riguarda, invece, le rinnovabili termiche, è previsto un contributo in un’unica soluzione, per scaldacqua a pompa di calore e impianti solari termici: per i primi il contributo è pari al 50% della spesa sostenuta per l’acquisto, nel limite massimo di 500 euro per prodotti con capacità inferiore o uguale a 150 litri e di 850 euro per prodotti con capacità superiore a 150 litri; per i pannelli solari termici, invece, il contributo è proporzionato alla superficie installata, con un massimo del 65% della spesa sostenuta.

Sono adesso in corso di definizione, da parte del GSE (Gestore Servizi Energetici), le procedure da seguire per chiedere l’erogazione dell’incentivo.

Il “Conto Termico 2.0”, nato con Decreto MiSE del 16/02/2016, incentiva interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti rinnovabili per impianti di piccole dimensioni. I beneficiari sono principalmente le Pubbliche Amministrazioni (PA), ma anche imprese e privati, che possono accedere a fondi per 900 milioni di euro annui, di cui 200 destinati alle PA.

Grazie al Conto Termico è possibile riqualificare i propri edifici per migliorarne le prestazioni energetiche, riducendo in tal modo i costi dei consumi e recuperando in tempi brevi parte della spesa sostenuta. Il D.M. ministeriale del 16/02/2016 ha rinnovato il primo Conto Termico, che era stato introdotto dal D.M. 28/12/2012.

Oltre ad un ampliamento delle modalità di accesso e dei soggetti ammessi (sono ricomprese fra le PA anche le società in house e le cooperative di abitanti), sono incentivati anche nuovi interventi di efficienza energetica. È stata inoltre rivista la dimensione degli impianti ammissibili e snellita la procedura di accesso diretto per apparecchi con caratteristiche già approvate e certificate (Catalogo).

Responsabile della gestione del meccanismo e dell’erogazione degli incentivi è il Gestore dei Servizi Energetici.

Il limite massimo per l’erogazione degli incentivi in un’unica rata è di 5.000 euro e i tempi di pagamento sono all’incirca di 2 mesi.

L’accesso ai meccanismi di incentivazione può essere richiesto direttamente o tramite una ESCO: le Pubbliche amministrazioni dovranno sottoscrivere un contratto di prestazione energetica, i soggetti privati un contratto di servizio energia.

Dal 19 luglio 2016 possono presentare richiesta di incentivazione al GSE solamente le ESCO in possesso della certificazione, in corso di validità, secondo la norma UNI CEI 11352.

Tra gli interventi che permettono l’accesso agli incentivi sono inclusi:

        • miglioramento dell’isolamento termico dell’involucro edilizio;
        • sostituzione di infissi e pannelli vetrati con altri a minor dispersione termica e introduzione di schermature;
        • sostituzione dei sistemi per l’illuminazione con sistemi più efficienti;
        • sostituzione dei sistemi per la climatizzazione con tecnologie ad alta efficienza (pompe di calore, generatori a biomassa);
        • produzione di energia termica da fonti rinnovabili;
        • installazione di collettori solari termici;
        • sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore;
        • introduzione di sistemi avanzati di controllo e gestione dell’illuminazione e della ventilazione;
        • sostituzione di Iimpianti di climatizzazione con nuovi sistemi ibridi (caldaie a condensazione + pompa di calore);
        • installazione di tecnologie di building automation degli impianti termici ed elettrici degli edifici;
        • trasformazione degli edifici in nZEB.

Il Conto Termico prevede incentivi che variano dal 40% al 65% della spesa sostenuta. Nello specifico:

        • fino al 65% per la demolizione e ricostruzione di edifici a energia quasi zero (nZEB);
        • fino al 40% per gli interventi di isolamento delle pareti e coperture, per la sostituzione di chiusure finestrate con altre più efficienti, per l’installazione di schermature solari, per la sostituzione dei corpi illuminanti, per l’installazione di tecnologie di building automation e per la sostituzione di caldaie tradizionali con caldaie a condensazione;
        • fino al 50% per gli interventi di isolamento termico nelle zone climatiche E/F e fino al 55% nel caso di isolamento termico e sostituzione delle chiusure finestrate, se abbinati ad altro impianto (caldaia a condensazione, pompe di calore, solare termico);
        • fino al 65% per la sostituzione di impianti tradizionali con impianti a pompe di calore, caldaie e apparecchi a biomassa, sistemi ibridi a pompe di calore e impianti solari termici.

Inoltre il Conto Termico è cumulabile con altri incentivi di natura non statale e nell’ambito degli interventi precedentemente indicati. Finanzia inoltre il 100% delle spese per la Diagnosi Energetica e per l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) per le PA (e le ESCO che operano per loro conto) e il 50% per i soggetti privati e le cooperative di abitanti e quelle sociali.

L’accesso agli incentivi può avvenire attraverso due modalità:

        • tramite Accesso Diretto: la richiesta deve essere presentata entro 60 giorni dalla fine dei lavori. È previsto un iter semplificato per gli interventi riguardanti l’installazione di apparecchi di piccola taglia (per generatori fino a 35 kW e per sistemi solari fino a 50 m²) nel caso di installazione di componenti con caratteristiche garantite che sono contenuti nel Catalogo degli apparecchi domestici, pubblicato e aggiornato periodicamente dal GSE.
        • tramite Prenotazione: per gli interventi ancora da realizzare, esclusivamente nella titolarità delle PA o delle ESCO che operano per loro conto, è possibile prenotare l’incentivo prima ancora che l’intervento sia realizzato e ricevere un acconto delle spettanze all’avvio dei lavori, mentre il saldo degli importi dovuti sarà riconosciuto alla conclusione dei lavori, in analogia a quanto viene attuato per la modalità in Accesso Diretto.
        • In caso di accesso diretto, a interventi completati, la richiesta deve essere presentata entro 60 giorni dalla fine dei lavori e l’incentivo, a prescindere dall’importo, viene erogato in un’unica soluzione entro 2 mesi dalla sottoscrizione del contratto con il GSE. Tramite il mandato irrevocabile all’incasso, è possibile trasferire l’incentivo direttamente a soggetti terzi (per esempio, al proprio fornitore).

La documentazione da presentare varia per tipologia di intervento, ma include sempre:

        • fatture e bonifici (e/o mandati di pagamento) relativi ai pagamenti effettuati;
        • documentazione fotografica ante e post operam;
        • asseverazione del tecnico abilitato attestante la data di fine lavori, che può essere compresa nell’ambito di quella obbligatoria resa dal direttore dei lavori sulla conformità delle opere realizzate al progetto;
        • documentazione tecnica in base alla tipologia di intervento, che può includere:
          • diagnosi energetica ante operam;
          • relazione tecnica descrittiva dell’intervento effettuato;
          • certificazione/attestazione di conformità dei prodotti utilizzati ai requisiti tecnici previsti dal decreto Conto Termico;
          • Attestato di Prestazione Energetica (APE) post operam.

Per maggiori informazioni consulta la documentazione allegata a seguire o consulta il sito www.gse.it/servizi-per-te/efficienza-energetica/conto-termico.

I Certificati Bianchi, o Titoli di Efficienza Energetica (TEE) sono titoli negoziabili che certificano i risparmi energetici conseguiti negli usi finali di energia, realizzando interventi di incremento dell’efficienza energetica. Il sistema dei CB è un meccanismo di incentivazione che si basa su un regime obbligatorio di risparmio di energia primaria per i distributori di energia elettrica e gas naturale con più di 50.000 clienti finali. Per ogni anno d’obbligo, dal 2017 al 2020, sono stati fissati gli obiettivi di risparmio che i distributori devono raggiungere attraverso la realizzazione di interventi di efficienza energetica. I risultati da raggiungere sono:

        • 2017: 7,14 Milioni di TEP;
        • 2018: 8,32 Milioni di TEP;
        • 2019: 9,71 Milioni di TEP;
        • 2020: 11,19 Milioni di TEP.

I soggetti obbligati possono adempiere alla quota d’obbligo di risparmio in due modi:

        1. realizzando direttamente o attraverso le società da essi controllate, o controllanti, i progetti di efficienza energetica ammessi al meccanismo;
        2. acquistando i titoli dagli altri soggetti ammessi al meccanismo, ovvero altri distributori, ESCO certificate o utenti finali pubblici o privati.

Per ogni TEP (Tonnellata Equivalente di Petrolio) di risparmio conseguito grazie alla realizzazione dell’intervento di efficienza energetica, viene riconosciuto un Certificato per tutta la sua vita utile stabilita dalla normativa, per ogni tipologia di progetto (da 3 a 10 anni). I soggetti volontari e i soggetti obbligati scambiano i CB sulla piattaforma di mercato gestita dal GME (Gestore Mercati Energetici) o attraverso contrattazioni bilaterali. Tutti i soggetti ammessi al meccanismo sono inseriti nel Registro Elettronico dei Titoli di Efficienza Energetica presso il GME.

I progetti di efficienza energetica ammissibili al meccanismo sono progetti che non sono stati ancora realizzati e che sono in grado di generare risparmi energetici addizionali, ovvero maggiori rispetto a quelli conseguibili dal sistema tecnologico assunto come punto di riferimento.

La normativa definisce i progetti ammessi al meccanismo dei Certificati Bianchi, divisi per tipologia in base al settore di riferimento. Il proponente inoltre, qualora il suo progetto non sia tra quelli previsti dalla normativa, può chiedere di valutarne l’ammissibilità.

Ogni intervento, a seconda del tipo di risparmio conseguito, può ottenere una tipologia differente di TEE:

        • Titoli di Tipo I – Riduzione dei consumi di energia elettrica;
        • Titoli di Tipo II – Riduzione dei consumi di gas naturale;
        • Titoli di Tipo III – Riduzione dei consumi di altre forme di energia non realizzati nel settore dei trasporti;
        • Titoli di Tipo IV – Riduzione dei consumi di altre forme di energia realizzati nel settore dei trasporti.

Esempi di progetti ammessi:

        • Settore industriale:
          • Installazione di impianti di produzione di energia termica;
          • Installazione di generatori di aria calda;
          • Installazione di bruciatori rigenerativi;
          • Installazione di sistemi power quality;
          • Installazione di motori elettrici;
          • Recupero energetico nei sistemi di rigassificazione del GNL.
        • Settore reti, servizi e trasporti:
          • Efficientamento di reti di teleriscaldamento e/o teleraffrescamento esistenti;
          • Acquisto flotte di mezzi di trasporto a trazione elettrica, gas naturale, GNL, GPL, ibride o a idrogeno;
          • Efficientamento reti elettriche, del gas e idriche;
          • Realizzazione ed efficientamento di CED;
        • Settore civile:
          • Installazione di caldaie e generatori di aria calda;
          • Interventi di isolamento termico;
          • Retrofit e realizzazione di edifici a energia quasi zero.
        • Misure comportamentali:
          • Adozione di sistemi di segnalazione e gestione efficienti;
          • Adozione di sistemi di analisi dati sui consumi di singoli impianti;
          • Adozione iniziative finalizzate all’utilizzo di veicoli a basse emissioni.

Per ogni tipologia di intervento la normativa definisce la vita utile ovvero il numero di anni per i quali è possibile richiedere i TEE sulla base del risparmio misurato nel periodo di riferimento.

I metodi di valutazione dei risparmi conseguibili attraverso la realizzazione dei progetti di efficienza energetica sono due:

        1. Metodo a consuntivoIl metodo di valutazione a consuntivo quantifica il risparmio energetico addizionale conseguito attraverso la realizzazione del progetto a consuntivo (PC) tramite una misurazione puntuale delle grandezze caratteristiche, sia nella configurazione ex ante sia in quella ex post. Ai fini dell’accesso al meccanismo, i PC devono aver generato una quota di risparmio addizionale non inferiore a 10 TEP nel corso dei primi 12 mesi del periodo di monitoraggio.
        2. Metodo standardizzatoQuesto metodo quantifica il risparmio energetico addizionale conseguito attraverso la realizzazione del progetto standardizzato (PS) ed è rendicontato sulla base di un algoritmo di calcolo e della misura diretta di un idoneo campione rappresentativo dei parametri di funzionamento che caratterizzano il progetto sia nella configurazione ex ante sia in quella ex post. Ai fini dell’accesso al meccanismo, il PS deve aver generato una quota di risparmio addizionale non inferiore a 5 TEP nel corso dei primi 12 mesi del periodo di monitoraggio.

Le attività di verifica e controllo si svolgono mediante verifiche documentali ovvero ispezioni e sopralluoghi, anche senza preavviso. Il termine di conclusione dei procedimenti di controllo è fissato in 180 giorni, fatti salvi i casi di maggiore complessità. Il procedimento si conclude comunque con l’adozione di un atto espresso e motivato sulla base delle risultanze raccolte nel corso del controllo e delle eventuali osservazioni presentate dall’interessato.

Le attività di gestione, valutazione e certificazione dei risparmi correlati a progetti di efficienza energetica condotti nell’ambito del meccanismo dei certificati bianchi sono affidate al Gestore Servizi Energetici.

Le regole di funzionamento dei certificati bianchi sono state aggiornate con Decreto dell’11 gennaio 2017.

Per maggiori informazioni visiona la documentazione allegata a seguire o consulta il sito www.gse.it/servizi-per-te/efficienza-energetica/certificati-bianchi

Si tratta di un sistema di incentivazione in corso di definizione, il cui schema è stato recentemente trasmesso dal Ministero dello Sviluppo economico al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per il parere di concerto, già espresso. Adesso la bozza di decreto andrà in Conferenza Stato-Regioni.

Il testo del Decreto interministeriale prevede sostegno allo sviluppo della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili con 7 bandi per il meccanismo di asta e 7 per i registri nel periodo 2019-2021, mentre non è previsto accesso diretto.

I bandi per l’iscrizione al registro, così come quelli per le procedure d’asta, saranno organizzati in gruppi:

        • Gruppo A: impianti eolici; impianti fotovoltaici;
        • Gruppo A-2: impianti fotovoltaici i cui moduli fotovoltaici sono installati in sostituzione di coperture di edifici su cui è operata la completa rimozione dell’eternit o dell’amianto;
        • Gruppo B: impianti idroelettrici; impianti a gas residuati dei processi di depurazione; impianti alimentati da gas di discarica;
        • Gruppo C: impianti oggetto di rifacimento totale o parziale e rientranti nelle tipologie di cui al gruppo A (solo eolico) e gruppo B.

Agli incentivi erogati tramite registri potranno accedere:

        • impianti di nuova costruzione inferiori ad 1 MW;
        • impianti oggetto di potenziamento, purché questo sia inferiore ad 1 MW;
        • impianti oggetto di rifacimento di potenza inferiore ad 1 MW.

Gli analoghi impianti di potenza superiore al MW possono accedere al meccanismo di asta.

Viene data priorità: per il gruppo A, ad impianti realizzati su discariche esaurite, cave e miniere esaurite, aree di pertinenza di discariche o di siti contaminati; per il gruppo A2, ad impianti realizzati su scuole, ospedali, altri edifici pubblici, altri edifici aperti al pubblico; per tutti i gruppi, ad impianti connessi in parallelo con la rete elettrica e con colonnine di ricarica auto elettriche (potenza colonnine maggiore al 30% della potenza dell’impianto), ad aggregati di impianti.

Tutti i tipi di impianto, per accedere agli incentivi, devono essere muniti di titoli abilitativi alla costruzione e all’esercizio, ivi inclusi i titoli concessori e il preventivo di connessione alla rete elettrica accettato in via definitivi.

Per quanto riguarda il fotovoltaico, per gli impianti residenziali non c’è possibilità di accesso al Decreto FER, essendo il limite minimo di potenza incentivabile 20 kW. Peraltro, sarebbe comunque preferibile l’attuale meccanismo di detrazione del 50% unito allo scambio sul posto che consente di valorizzare l’energia ad un prezzo maggiore di quanto previsto dal Decreto. Gli impianti non residenziali sotto i 20 kW sono invece quasi sempre realizzati per le esigenze di autoconsumo di piccoli capannoni, ristoranti, o altre attività commerciali. Anche in questo caso, l’accesso allo Scambio Sul Posto consente un ottimo rientro, purché il dimensionamento dell’impianto sia fatto correttamente, senza sovradimensionare.

Chi si ritrova un edificio con tetto in Ethernit di medio-grandi dimensioni e un autoconsumo istantaneo ridotto, può trovare nel Decreto FER un interessante strumento per valorizzare a prezzo fisso e per 20 anni il surplus di energia prodotta. Il bonus previsto per chi bonifica tetti in amianto, è riconosciuto su tutta l’energia prodotta, non solo su quella immessa in rete.

È possibile qui scaricare l’ultima bozza di Decreto FER.

Il Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica nasce per favorire gli interventi necessari per il raggiungimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica, promuovendo il coinvolgimento di istituti finanziari, nazionali e comunitari, e investitori privati sulla base di un’adeguata condivisione dei rischi.

Istituito presso il Ministero dello sviluppo economico (articolo 15, comma 1, del decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102), il Fondo è disciplinato dal decreto interministeriale 22 dicembre 2017.

Il Fondo sostiene gli interventi di efficienza energetica realizzati dalle imprese, ivi comprese le ESCO, e dalla Pubblica Amministrazione, su immobili, impianti e processi produttivi.

Nello specifico gli interventi sostenuti devono riguardare:

        • riduzione dei consumi di energia nei processi industriali;
        • realizzazione e l’ampliamento di reti per il teleriscaldamento;
        • efficientamento di servizi ed infrastrutture pubbliche, inclusa l’illuminazione pubblica;
        • riqualificazione energetica degli edifici.

Il Fondo ha una natura rotativa e si articola in due sezioni che operano per:

        • la concessione di garanzie su singole operazioni di finanziamento, cui è destinato il 30% delle risorse che annualmente confluiscono nel Fondo;
        • l’erogazione di finanziamenti a tasso agevolato cui è destinato il 70% delle risorse che annualmente confluiscono nel Fondo

La sezione garanzie prevede una riserva del 30% per gli interventi riguardanti reti o impianti di teleriscaldamento, mentre il 20% delle risorse stanziate per la concessione di finanziamenti è riservata alla PA.

È previsto che le agevolazioni concesse alle imprese siano cumulabili con agevolazioni contributive o finanziarie previste da altre normative comunitarie, nazionali e regionali nel limite del Regolamento de minimis laddove applicabile, o entro le intensità di aiuto massime consentite dalla vigente normativa dell’Unione Europea in materia di aiuti di Stato.

Per quanto riguarda le agevolazioni concesse alla Pubblica Amministrazione, esse sono cumulabili con altri incentivi, nei limiti di un finanziamento complessivo massimo pari al 100 per cento dei costi ammissibili.

La gestione del Fondo è affidata ad Invitalia, sulla base di apposita convenzione con il Ministero dello sviluppo economico e il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, che provvederà a pubblicare le modalità operative per la presentazione dei progetti.

Per l’avvio della fase operativa, il Fondo potrà contare su 150 milioni di euro già resi disponibili dal Ministero dello Sviluppo economico, che destinerà anche ulteriori 100 milioni di euro nel triennio 2018-2020.

Il Fondo sarà alimentato anche con le risorse messe a disposizione dal Ministero dell’Ambiente. Con i 150 milioni già disponibili si stima una mobilitazione di investimenti nel settore dell’efficienza di oltre 800 milioni di euro.

Qui il link al Decreto interministeriale che disciplina il funzionamento del Fondo.

Il futuro dell’automobile in Europa è necessariamente elettrico: non esistono altri modi se non l’elettrificazione dei powertrain per consentire alle Case automobilistiche di rispettare l’obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2 recentemente concordato dai Paesi Membri dell’Unione Europea (-35% per le automobili e -30% per i veicoli commerciali entro il 2030).

Le auto 100% elettriche, che possono vantare emissioni di CO2 allo scarico pari a zero, rappresentano lo strumento principale per abbassare la media delle emissioni dei Costruttori.

Nei primi 6 mesi del 2018, in Italia sono state vendute 2.249 nuove auto completamente elettriche nel primo semestre, ovvero il doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Raddoppia anche la quota di mercato, dallo 0,1% allo 0,2%, così come aumentano le vendite delle ibride plug-in (2.119 unità, pari al 60% in più).
Oggi, in Italia sono presenti circa 3.124 stazioni di ricarica per veicoli elettrici (stima dell’Osservatorio europeo per l’energia alternativa), a fronte di circa 10.000 veicoli a zero emissioni; dal 2015 il numero delle stazioni di ricarica è quasi raddoppiato.

Le colonnine dovrebbero aumentare a 14.000 entro il 2022 grazie agli investimenti annunciati da Enel (da 100 a 300 milioni di euro).

Fino ad oggi la politica a favore della mobilità sostenibile messa in atto dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare per il contenimento delle emissioni in ambiente urbano, ha promosso, negli ultimi anni, progetti e iniziative volti alla realizzazione di interventi strutturali finalizzati alla riduzione permanente dell’impatto ambientale e dei consumi energetici derivanti dal traffico urbano.

Le politiche d’intervento del MATTM si sono inserite in un quadro organico di azioni per governare la domanda di mobilità, finalizzate ad una graduale disincentivazione del trasporto privato, alla promozione dell’utilizzo di carburanti a basso impatto ambientale e al miglioramento ed alla diversificazione dell’offerta di trasporto collettivo. Complessivamente tale attività riguarda un insieme di 461 interventi per un impegno economico totale di 551 milioni di euro a favore di Enti Locali e Regioni.

L’agenda del Governo prevede un “piano nazionale per infrastrutturale per la ricarica dei veicoli elettrici”, con l’obiettivo di arrivare al 2022 con un milione di auto elettriche in circolazione.

Proprio sulla base di tale agenda, con la Legge di Bilancio 2019, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 31 dicembre 2018, sono state introdotte alcune misure che hanno l’obiettivo di favorire la mobilità sostenibile attraverso infrastrutture necessarie, modelli alternativi per il settore dei trasporti e della viabilità e ovviamente nuove immatricolazioni di veicoli.

Tra le misure per la mobilità sostenibile troviamo il potenziamento del trasporto pubblico, la progettazione di autostrade ciclabili, la detrazione al 50% per l’installazione di colonnine di ricarica per auto elettriche, bonus/malus ecologico per l’acquisto di nuovi veicoli.

Incentivi per l’acquisto di auto elettriche

La Manovra economica 2019 ha introdotto, in via sperimentale, alcuni incentivi per l’acquisto di veicoli elettrici ed ibridi. Nel triennio 2019-2021 è previsto un contributo da 6.000 a 4.000 euro in caso di rottamazione di una vecchia automobile per chi acquista una nuova auto elettrica o ibrida plug in. In assenza di rottamazione l’incentivo va da un massimo da 4.000 a un minimo di 1.500 euro a seconda della fascia di emissioni di CO2 (1.500 euro in caso di emissioni comprese tra 21 e 70 g/KM – 4.000 euro se comprese tra 0 e 20 g/KM). Nel caso sia prevista la rottamazione della vecchia auto il venditore dovrà, entro 15 giorni dalla consegna della nuova macchina, occuparsi della demolizione dell’auto.

Sono ammesse ad incentivo solo le automobili che non costino più di 50.000 euro.

Disincentivi per l’acquisto di auto inquinanti

Per lo stesso triennio 2019-2021, la Legge di bilancio 2019 affianca agli incentivi per le auto elettriche, una serie disincentivi per l’acquisto di veicoli inquinanti. Si tratta di una tassa il cui valore è calcolato in base alle emissioni di CO2: da un minimo di 1.100 euro, per le auto con emissioni tra 161 e 175 g/km, a un massimo di 2.500 euro, per le emissioni superiori ai 250 g/km.

L’imposta non si applica ai veicoli per uso speciale come ad esempio camper, veicoli blindati, ambulanze, veicoli con accesso per sedia a rotelle, rimorchi per trasporto, ecc.

Bonus 50% per l’installazione di colonnine di ricarica auto elettriche

Sempre con la Legge di bilancio 2019, è stata introdotta la detrazione del 50% per l’acquisto e la posa in opera di infrastrutture di ricarica per i veicoli alimentati a energia elettrica dal 1° marzo 2019 al 31 dicembre 2021.

La detrazione si applica anche alle spese documentate per l’acquisto e la posa in opera di colonnine di ricarica elettrica sulle parti comuni degli edifici condominiali. Le colonnine installate devono essere dotate di uno o più punti di ricarica di potenza standard non accessibili al pubblico.

La detrazione viene ripartita in dieci quote annuali di pari importo, ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 3.000 euro.

Autostrade ciclabili e sostegno alla micromobilità

Per favorire lo sviluppo della mobilità sostenibile, la Manovra 2019 prevede l’istituzione di un fondo di 2 milioni di euro per l’anno 2019 per la progettazione di autostrade ciclabili.

A sostegno della diffusione della micromobilità elettrica e della promozione dell’uso di mezzi di trasporto innovativi e sostenibili, nelle città è autorizzata la sperimentazione della circolazione su strada di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica, quali segway, hoverboard e monopattini.

Il comma 103 della manovra 2019, stabilisce che le macchine ibride o elettriche avranno libero accesso in tutta Italia alle aree pedonali e alle zone Ztl.

NORMATIVA

Accordi di Rio 1992 – Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici

La Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) è stato il primo e principale trattato internazionale attraverso il quale si è deciso di puntare sulla riduzione delle emissioni di gas Serra. Venne stipulato al Vertice sulla Terra di Rio de Janeiro nel 1992. Questo accordo ha carattere non vincolante dal punto di vista legale, ossia non impone limiti vincolanti e obbligatori alle emissioni di gas serra alle singole nazioni firmatarie.

Protocollo di Kyoto – COP 3

È stato il primo documento internazionale ad imporre obblighi di riduzione delle emissioni ai Paesi facenti parte dell’accordo: un -5% (sulla base delle emissioni del 1990) nel primo periodo di adempimento (2008 – 2012) con l’Unione Europea (UE) che per l’occasione si è data un obiettivo più stringente (un’ulteriore riduzione dell’-8%). Il secondo periodo di adempimento del Protocollo di Kyoto, iniziato nel 2013 e che si concluderà nel 2020, prevede invece per i paesi firmatari un’ulteriore impegno a ridurre le emissioni di almeno il 18% rispetto ai livelli del 1990. Anche per questo secondo periodo l’UE si è impegnata a ridurre ulteriormente le emissioni, prevedendo una percentuale del -20% rispetto ai livelli del 1990. Gli Stati Uniti non hanno mai aderito al protocollo di Kyoto.
Il Canada si è ritirato ancor prima della fine del primo periodo di adempimento. Russia, Giappone e Nuova Zelanda non prendono parte al secondo periodo. L’accordo di Kyoto, in questo modo, si applica attualmente a circa il 14% delle emissioni mondiali.

Accordo storico di Parigi – COP 21

Con 40.000 partecipanti, la XXI Conferenza delle Parti (COP) dell’UNFCCC tenutasi a Parigi dal 30 novembre al 12 dicembre del 2015, è stato il Summit più mediatico mai fatto dalla Conferenza ONU sui cambiamenti climatici di Copenhagen (2009) in poi. Il Summit ha prodotto il primo testo universale per limitare l’incremento del riscaldamento globale a meno di 2 gradi Celsius (°C), cioè sotto i livelli della prima rivoluzione industriale (1861-1880), dal 2015 al 2100 (2.900 miliardi di tonnellate di CO2, che si traduce in un taglio tra il 40 e il 70% delle emissioni entro il 2050). Gli obiettivi vanno rivisti nell’ambito degli impegni nazionali ogni 5 anni, con l’obiettivo di renderli sempre più ambiziosi. L’accordo di Parigi è entrato in vigore nel 2016, in seguito al raggiungimento della ratifica da parte di almeno 55 paesi che rappresentano assieme almeno il 55% delle emissioni globali di gas serra; tutti i paesi dell’UE hanno ratificato l’accordo. L’accordo firmato a Parigi ha avuto il pregio di essere il primo contestualmente di carattere vincolante e di portata globale per il contrasto ai cambiamenti climatici. I lavori sugli strumenti di attuazione dell’Accordo di Parigi sono proseguiti alla COP 23 che si è tenuta a Bonn nel Novembre 2017.

Conferenza ONU sul clima di Bonn 2017 – COP 23

La COP 23 di Novembre 2017 a Bonn ha stata più che altro una prova di dialogo tra le parti. In questo contesto l’Italia ha giocato un ruolo molto rilevante, facendo da apripista scegliendo di uscire dal carbone entro il 2025 e aderendo all’Alleanza globale per lo stop al carbone, nata nel corso della conferenza stessa.

Non ci sono stati risultati eclatanti, solo la definizione delle procedure per arrivare alla revisione degli impegni degli stati per il taglio delle emissioni di gas serra.

Gli Stati e le città americane, con in prima linea la California, hanno ribadito i loro impegni per il clima, in disaccordo con la linea del Presidente degli Stati Uniti, che si ha deciso di svincolarsi dagli Accordi di Parigi.

Hanno aderito anche Cina e India con i loro rispettivi 1.3 miliardi e 1.5 miliardi di abitanti.

Pacchetto Clima-Energia

Le politiche energetiche dell’Unione Europea spingono verso una rilevante riduzione del consumo globale di fonti fossili, uno sviluppo della produzione di energia da fonti rinnovabili e un concreto innalzamento dell’efficienza energetica; tali obiettivi vengono perseguiti, oltre che per evidenti motivazioni di carattere ambientale, anche nell’ottica di ridurre sensibilmente la dipendenza energetica dai paesi terzi.

Il pacchetto Clima-Energia, definito anche strategia “20-20-20″, impone agli Stati dell’Unione Europea di ridurre, entro il 2020, le emissioni di gas ad effetto serra.

Questa strategia ha stabilito per l’Unione europea tre ambiziosi obiettivi da raggiungere entro il 2020:

  • ridurre i gas ad effetto serra del 20% (o del 30% in caso di accordo internazionale);
  • ridurre i consumi energetici del 20% aumentando l´efficienza energetica;
  • soddisfare il 20% del fabbisogno energetico europeo con le energie rinnovabili.

Raggiungere gli obiettivi al 2020 contribuirebbe a rafforzare la sicurezza energetica (riducendo la dipendenza dall’energia importata) e a creare occupazione.

Sei sono i principali strumenti legislativi europei per l’attuazione del pacchetto Clima-Energia, e tradurre in pratica gli obiettivi al 2020:

  1. Direttiva Fonti Energetiche Rinnovabili (Direttiva 2009/28/EC): obbliga gli Stati Membri a raggiungere il 20% di copertura del fabbisogno energetico con fonti rinnovabili entro il 2020 e ad adottare un piano di azione nazionale per l’energia da fonti rinnovabili;
  2. Direttiva Emission Trading (Direttiva 2009/29/EC): regola in forma armonizzata le emissioni dei settori energivori (45% delle emissioni UE), stabilendo un obiettivo di riduzione complessivo per tutti gli impianti vincolati dalla normativa del -21% al 2020 sui livelli del 2005. Al 2030, l’obiettivo europeo per i settori coperti dall’EU ETS è del -43%;
  3. Direttiva sulla qualità dei carburanti (Direttiva 2009/30/EC): stabilisce le caratteristiche che devono avere benzina e combustibile diesel per essere commercializzati in Europa. Richiede ai fornitori di carburante di ridurre, entro il 31 dicembre 2020, fino al 10% le emissioni di gas serra in atmosfera per unità di energia prodotte durante il ciclo di vita dei carburanti e dell’energia fornita, rispetto alla quantità di gas serra prodotti nel medesimo ciclo di vita nel 2010.
  4. Direttiva Carbon Capture and Storage – CCS (Direttiva 2009/31/EC): definisce un quadro regolatorio comune a livello europeo per la sperimentazione e lo sviluppo su scala industriale di progetti di cattura, trasporto e stoccaggio della CO2.
  5. Decisione Effort Sharing (Decisione 2009/406/EC): stabilisce un obiettivo di riduzione delle emissioni nei settori non coperti dalla Direttiva ETS (trasporti, edifici, agricoltura e rifiuti) del -10% (sui livelli del 2005) al 2020. L’obiettivo, ripartito in modo vincolante tra gli Stati membri, per l’Italia è -13%. Al 2030, l’Italia dovrebbe vedersi assegnato un obiettivo del -33%.
  6. Regolamento CO2 Auto (Regolamento 2009/443/EC modificato dal Reg. 333/2014) e Regolamento veicoli commerciali leggeri (c.d. Reg. Van, Reg. No 510/2011 successivamente modificato dal Reg. 253/2014): impongono ai produttori di auto e veicoli commerciali leggeri di raggiungere standard minimi di efficienza per le vetture immatricolate per la prima volta nel territorio dell’Unione dal 2012. L’obiettivo medio che la UE ha dato ai produttori, espresso in grammi di emissioni di CO2 per chilometro, è pari a 95g CO2/km dal 2021 per le auto e 147 g CO2/Km dal 2020 per i Van. L’obiettivo annuale specifico di ciascun produttore è proporzionato alla massa media del parco auto prodotte e immatricolate. In caso di inadempienza, i produttori sono soggetti al pagamento di un’imposta per ogni grammo di CO2 in eccesso rispetto all’obiettivo annuale.

Cinque dei sei strumenti legislativi contenuti nel Pacchetto Clima-Energia hanno come obiettivo la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra.

Gli strumenti legislativi contenuti nel Pacchetto Clima-Energia intendono stimolare l’internalizzazione dei costi ambientali associati ai cambiamenti climatici in tutte le attività ad alta intensità energetica attraverso la formazione di un prezzo di riferimento per le emissioni di CO2. Un prezzo della CO2 omogeneo per tutti i settori è uno dei principali strumenti con i quali l’Unione europea intende favorire gli investimenti in tecnologie a basso contenuto di carbonio.

Il Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre 2014 ha indicato i nuovi obiettivi Clima-Energia al 2030:

  • -40% emissioni di gas serra e obiettivi nazionali vincolanti per i soli settori non-ETS;
  • +27% rinnovabili sui consumi finali di energia: obiettivo vincolante solo a livello europeo, ma senza target vincolanti a livello di Stati membri;
  • +27% efficienza energetica: la Commissione ha proposto un -30% nell’ambito del winter package.

Clean Energy for EU Islands: un’iniziativa per le Isole Europee

Il 18 maggio 2017 la Commissione Europea e 14 paesi dell’UE (Croazia, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Malta, Portogallo, Spagna e Svezia) hanno firmato a Malta una dichiarazione politica per lanciare la nuova iniziativa “Energia pulita per le Isole dell’UE” (Clean Energy for EU Islands).

L’obiettivo è di accelerare la transizione verso le energie pulite nelle oltre 2700 isole europee: questa iniziativa aiuterà le isole a ridurre la dipendenza dalle importazioni di energia sfruttando meglio le proprie fonti di energia rinnovabile e adottando sistemi energetici più moderni e innovativi; ciò contribuirà a ridurre i costi energetici e allo stesso tempo a migliorare la qualità dell’aria e ridurre le emissioni di gas serra.

Firmata a margine del Consiglio informale per l’energia, questa azione offrirà l’opportunità di mettere a confronto i problemi comuni affrontati dalle diverse isole europee, basandosi sulle migliori pratiche e sull’esperienza acquisita con i progetti pilota.

Una parte dell’accordo ha come obiettivo di facilitare l’accesso alle nuove tecnologie energetiche e alle fonti di finanziamento. L’iniziativa fa parte del più ampio pacchetto di proposte “Clean Energy for All Europeans” del Novembre 2016.

È prevista la creazione di un forum per tutti coloro che sono interessati alla transizione verso l’energia pulita delle isole europee, per condividere le migliori pratiche e sostenere la creazione di un quadro a lungo termine per promuovere finanziamenti e assistenza tecnica. Nell’ambito delle attività previste dal Clean Energy for EU Islands, è stato già lanciato il “Segretariato per l’Energia Pulita nelle Isole Europee” che darà supporto ai governi delle Isole per la preparazione dei piani di decarbonizzazione (per maggiori informazioni www.euislands.eu)

Il Patto dei Sindaci per il Clima & l’Energia dell’UE

Il Patto dei Sindaci è stato lanciato nel 2008 in Europa con l’ambizione di riunire i governi locali impegnati su base volontaria a raggiungere e superare gli obiettivi comunitari su clima ed energia. L’iniziativa ha introdotto per la prima volta un approccio di tipo bottom-up per fronteggiare l’azione climatica ed energetica.

L’iniziativa riunisce ad oggi oltre 7.000 enti locali e regionali in 57 Paesi, attingendo ai punti di forza di un movimento mondiale multi-stakeholder e al supporto tecnico e metodologico offerto da uffici dedicati.

Nel 2015 nasce il Nuovo Patto dei Sindaci per il Clima & l’Energia con obiettivi e direzione più ambiziosi e più ampi: le città firmatarie si impegnano a sostenere attivamente l’attuazione dell’obiettivo comunitario di riduzione del 40% delle emissioni di gas serra entro il 2030, e concordano di adottare un approccio integrato per la mitigazione e l’adattamento al cambiamento climatico e per garantire l’accesso a un’energia sicura, sostenibile ed accessibile a tutti.

Alcune settimane dopo il Summit sul Clima di Parigi, il Vice-Presidente della Commissione Europea Maroš Sefčovič ha annunciato l’estensione geografica del Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia, con l’istituzione di nuovi uffici regionali nell’Africa sub-sahariana, nell’America settentrionale e in Sud America, Giappone, India, Cina e Sud-Est asiatico.

Nel giugno del 2016, il Patto dei Sindaci è entrato in una nuova fase, quando ha scelto di unire le forze con il Compact of Mayors; è così nato il “Patto Globale dei Sindaci per il Clima & l’Energia”, ad oggi il più grande movimento dei governi locali impegnati a superare i loro obiettivi nazionali in tema di clima ed energia.

Il Patto Globale dei Sindaci trae spunti dall’esperienza maturata in Europa, partendo dai fattori chiave di successo dell’iniziativa: la governance bottom-up, il modello di cooperazione multilivello e di azione guidata dai diversi contesti territoriali.

In linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e con i principi di giustizia sul clima, il Patto Globale dei Sindaci affronta tre temi chiave: la mitigazione del cambiamento climatico, l’adattamento agli effetti negativi del cambiamento climatico e l’accesso universale ad un’energia sicura, pulita e conveniente. Nel frattempo, il Patto dei Sindaci ha proseguito la sua estensione globale con il lancio dell’Ufficio del Patto dei Sindaci per l’Africa Sub-sahariana.

Dal 2017 sono stati istituiti uffici regionali del Patto in Nord America, America Latina e Caraibi, Cina e Asia sud-orientale, India e Giappone ad integrazione di quelli esistenti.

I firmatari del Patto condividono una visione per il 2050: accelerare la decarbonizzazione dei loro territori, rafforzando la loro capacità di adattarsi agli inevitabili impatti del cambiamento climatico e consentendo ai loro cittadini di accedere a un’energia sicura, sostenibile e accessibile.

Le città firmatarie s’impegnano a sostenere l’attuazione dell’obiettivo comunitario di riduzione del 40% dei gas a effetto serra entro il 2030, e l’adozione di un approccio comune per affrontare la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici.

Al fine di tradurre l’impegno politico in misure e progetti pratici, i Firmatari del Patto s’impegnano a presentare, entro due anni dalla data della decisione del consiglio locale, un Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC) che indichi le azioni chiave che intendono intraprendere.

Il piano contiene un Inventario di Base delle Emissioni per monitorare le azioni di mitigazione e la Valutazione di Vulnerabilità e Rischi Climatici. La strategia di adattamento può essere parte del PAESC oppure essere sviluppata e integrata in un documento di pianificazione separato.

Questo impegno segna l’inizio di un processo di lungo termine che vede le città impegnate a monitorare i progressi ottenuti tramite l’attuazione dei loro piani.

Strategia Energetica Nazionale 2017

Con D.M. del 10 Novembre 2017, il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, hanno adottato la Strategia Energetica Nazionale 2017, il piano decennale del Governo italiano per anticipare e gestire il cambiamento del sistema energetico.

L’Italia ha raggiunto in anticipo gli obiettivi europei – con una penetrazione di rinnovabili del 17,5% sui consumi complessivi al 2015 rispetto al target del 2020 di 17% – e sono stati compiuti importanti progressi tecnologici che offrono nuove possibilità di conciliare contenimento dei prezzi dell’energia e sostenibilità.

La Strategia si pone l’obiettivo di rendere il sistema energetico nazionale più:

  • competitivo: ridurre il gap di prezzo e di costo dell’energia rispetto all’Europa, in un contesto di prezzi internazionali crescenti;
  • sostenibile: raggiungere gli obiettivi ambientali e di decarbonizzazione definiti a livello europeo, in linea con i futuri traguardi stabiliti nella COP21;
  • sicuro: migliorare la sicurezza di approvvigionamento e la flessibilità dei sistemi e delle infrastrutture energetiche, rafforzando l’indipendenza energetica.

Target quantitativi previsti dalla SEN:

  • efficienza energetica: riduzione dei consumi finali da 118 a 108 Mtep con un risparmio di circa 10 Mtep al 2030;
  • fonti rinnovabili: 28% di rinnovabili sui consumi complessivi al 2030 rispetto al 17,5% del 2015;
  • riduzione del differenziale di prezzo dell’energia: ridurre il gap di costo tra gas italiano e nordeuropeo e quello sui prezzi dell’elettricità rispetto alla media UE;
  • cessazione della produzione di energia elettrica da carbone con un obiettivo di accelerazione al 2025, tramite un puntuale piano di interventi infrastrutturali;
  • razionalizzazione del downstream petrolifero, evoluzione verso le bioraffinerie, uso di biocarburanti sostenibili e GNL nei trasporti pesanti e marittimi;
  • verso la decarbonizzazione al 2050: rispetto al 1990, una diminuzione delle emissioni del 39% al 2030 e del 63% al 2050
  • raddoppiare gli investimenti in ricerca e sviluppo tecnologico clean energy: da 222 Milioni nel 2013 a 444 Milioni nel 2021
  • promozione della mobilità sostenibile e dei servizi di mobilità condivisa;
  • nuovi investimenti sulle reti per maggiore flessibilità, adeguatezza e resilienza;
  • riduzione della dipendenza energetica dall’estero dal 76% del 2015 al 64% del 2030, grazie alla crescita delle rinnovabili e dell’efficienza energetica.

Il raggiungimento degli obiettivi presuppone alcune condizioni necessarie e azioni trasversali:

  • infrastrutture e semplificazioni: la SEN prevede azioni di semplificazione della regolamentazione per garantire la realizzazione delle infrastrutture e degli impianti necessari alla transizione energetica, senza però indebolire i livelli di tutela ambientale e del paesaggio, né il grado di partecipazione alle scelte strategiche.
  • costi della transizione: evoluzione tecnologica e regolazione consentono di fare efficienza e produrre energia rinnovabile a costi sostenibili. La SEN segue un approccio basato prevalentemente su fattori abilitanti e misure di sostegno che mettano in competizione le tecnologie e stimolino continui miglioramenti.
  • compatibilità tra obiettivi energetici e tutela del paesaggio: per le fonti rinnovabili con maggiore potenziale residuo sfruttabile (eolico e fotovoltaico) verrà data priorità all’uso di aree industriali dismesse, capannoni e tetti, oltre che ai recuperi di efficienza degli impianti esistenti. Accanto a ciò si procederà con l’individuazione di aree da destinare alla produzione energetica rinnovabile.
  • effetti sociali e occupazionali della transizione: fare efficienza energetica e sostituire fonti fossili con fonti rinnovabili genera un bilancio netto positivo anche in termini occupazionali; il fenomeno va monitorato e governato, intervenendo per riqualificare i lavoratori spiazzati dalle nuove tecnologie e formare nuove professionalità.

La SEN incrementa lo scenario tendenziale con investimenti complessivi aggiuntivi di 175 miliardi al 2030, così ripartiti:

  • 30 miliardi per reti e infrastrutture gas e elettrico;
  • 35 miliardi per fonti rinnovabili;
  • 110 miliardi per l’efficienza energetica.

Oltre l’80% degli investimenti è quindi diretto ad incrementare la sostenibilità del sistema energetico, si tratta di settori ad elevato impatto occupazionale ed innovazione tecnologica.

Si prevede l’istituzione di una Cabina di regia, per il monitraggio dell’attuazione della SEN, costituita dai Ministeri dello sviluppo economico e dell’Ambiente, con la partecipazione dei Ministeri dell’economia, dei trasporti e dei beni culturali, con una rappresentanza delle Regioni e con periodico coinvolgimento degli enti locali, degli stakeholders e delle parti sociali.

Con l’approvazione della SEN parte il lavoro per la presentazione alla Commissione Europea della proposta di Piano integrato per l’energia e il clima (CEP) previsto dall’UE, che dovrà indicare obiettivi al 2030, politiche e misure per le cinque “dimensioni dell’energia”: decarbonizzazione e rinnovabili, efficienza energetica, sicurezza energetica, mercato interno, innovazione e competitività.

Normativa

Decreto del Presidente della Repubblica 13 febbraio 2017, n. 31.

Regolamento recante individuazione degli interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica o sottoposti a procedura autorizzatoria semplificata

Regolamento che ha semplificato la procedura da seguire in caso di autorizzazione paesaggistica semplificata, andando a riscrivere l’elenco degli interventi soggetti a tale iter. Un provvedimento che ha anche allargato il numero di interventi che sono considerati ad impatto zero sul paesaggio e quindi esentati dalla relativa autorizzazione da parte del soprintendente. Tra questi l’installazione di pannelli solari, sia termici che fotovoltaici, a servizio di singoli edifici, su coperture piane e in modo da non essere visibili dagli spazi pubblici esterni, integrati nella configurazione delle coperture o posti in aderenza ai tetti degli edifici con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento delle falde.

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/03/22/17G00042/sg

Decreto Interministeriale 16 settembre 2016

Modalità di attuazione del programma di interventi per il miglioramento della prestazione energetica degli immobili della pubblica amministrazione centrale.

Definisce le modalità di attuazione del programma di interventi per il miglioramento della prestazione energetica degli immobili della pubblica amministrazione, indicando le modalità di finanziamento; le modalità e i criteri per l’individuazione e la selezione degli interventi ammessi al finanziamento; la presentazione delle proposte di intervento e l’approvazione del programma di interventi; le attività di informazione e assistenza tecnica necessarie; il coordinamento, la raccolta dei dati e il monitoraggio necessario per verificare lo stato di avanzamento del programma.

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/11/09/16A07878/sg

Decreto Legislativo n. 141 del 18 luglio 2016

Disposizioni integrative al decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102, di attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE. (16G00153)

Modifica e integra il D.lgs. n.102/2014. La principale correzione riguarda il metodo di ripartizione delle spese per il riscaldamento nei condomini e inserisce la possibilità di incrementare, con ulteriori risorse, derivanti dai proventi delle aste delle quote di emissioni di CO2, la dotazione del Fondo nazionale per l’efficienza energetica.

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2016/07/25/16G00153/sg

Decreto Interministeriale 26 giugno 2015

Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici.

Emanato per completare il recepimento della Direttiva 2010/31/UE, avvenuto con Il Decreto legislativo 4 giugno 2013 n.63.

Il Decreto legislativo 4 giugno 2013 n. 63 aveva introdotto nell’ordinamento nazionale la Direttiva 2010/31/UE, modificando il precedente n. 192/2005 di recepimento della Direttiva 2002/91/CE Energy Performance Building Directive (EPBD). Con il Decreto n. 63/2013 è stato introdotto il concetto di edificio a energia quasi zero (Nearly Zero Energy Building – NZEB), che consiste in un edificio con altissima prestazione energetica, basso fabbisogno energetico e fornitura prevalente di energia da fonti rinnovabili autoprodotta.

Il Decreto Interministeriale 26 giugno 2015 si compone di tre distinti Decreti:

  • Il primo – Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici – definisce le metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e i nuovi requisiti minimi degli edifici, entrati in vigore il primo ottobre 2015 e stabilisce i requisiti degli edifici ad energia quasi zero.
  • Il secondo – Schemi e modalità di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto ai fini dell’applicazione delle prescrizioni e dei requisiti minimi di prestazione energetica negli edifici – definisce gli schemi delle relazioni tecniche di progetto. Nell’allegato 1 per le nuove costruzioni, le ristrutturazioni importanti di primo livello e per gli edifici ad energia quasi zero; nell’allegato 2 per la riqualificazione energetica e le ristrutturazioni importanti di secondo livello, per le costruzioni esistenti con riqualificazione dell’involucro edilizio e di impianti termici; nell’allegato 3 invece è definito lo schema di relazione per la riqualificazione energetica degli impianti tecnici.
  • Il terzo – Adeguamento delle linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici – definisce le nuove linee guida nazionali per l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) entrato in vigore il 1 ottobre 2015. In questo Decreto sono riportati, oltre alle Linee Guida, anche gli strumenti di raccordo, concertazione e cooperazione tra lo Stato e le Regioni. È inoltre istituito il Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica (SIAPE), comune per tutto il territorio italiano, per la gestione di un catasto nazionale degli APE e degli impianti termici, da realizzare, a cura dell’ENEA di concerto con le Regioni.

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/07/15/15A05198/sg

Decreto Ministeriale 19 maggio 2015

Approvazione del modello unico per la realizzazione, la connessione e l’esercizio di piccoli impianti fotovoltaici integrati sui tetti degli edifici.

Con questo Decreto viene semplificata, attraverso l’adozione di un Modello Unico, la realizzazione, la connessione e l’esercizio di piccoli impianti fotovoltaici di taglia ridotta. Tale modello, utilizzabile a partire dal 24 Novembre 2015, consente all’utente di interagire direttamente con il Gestore di rete come unica interfaccia, attraverso una semplice procedura telematica.

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/05/27/15A03977/sg

Decreto legislativo 4 luglio 2014, n. 102

Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE

Definisce un insieme di azioni atte a migliorare l’efficienza energetica, in tutti i settori utili al raggiungimento dell’obiettivo nazionale di risparmio energetico al 2020, pari a una riduzione di 20 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtep) dei consumi di energia primaria, conteggiati a partire dal 2010. Più nel dettaglio:

  • Fissa l’obiettivo nazionale di risparmio energetico (riduzione dei consumi di energia primaria di 20 milioni di tep al 2020, pari a 15,5 Mtep di energia finale, conteggiati a partire dal 2010).
  • Prevede l’istituzione di un regime obbligatorio di efficienza energetica (meccanismo dei Certificati Bianchi) che deve garantire il conseguimento di un risparmio energetico non inferiore al 60% dell’obiettivo nazionale.
  • Nel settore industriale, introduce l’obbligo per le grandi aziende e le imprese ad alta intensità energetica di eseguire una diagnosi energetica ogni quattro anni, per individuare gli interventi più efficaci per ridurre i consumi di energia, e di promuoverne la realizzazione nelle PMI.
  • Per gli edifici condominiali prevede l’obbligo di installare, entro il 31 dicembre 2016, sistemi di contabilizzazione, in grado di rilevare gli effettivi consumi energetici dei singoli appartamenti, e le valvole termostatiche, per programmare la temperatura e gli orari di accensione dei caloriferi nei diversi ambienti.
  • Prevede l’istituzione di programmi di formazione e schemi di certificazione e accreditamento per assicurare la conformità alle norme tecniche per le Società di Servizi Energetici, gli esperti in gestione dell’energia, i sistemi di gestione dell’energia e le diagnosi energetiche.
  • Prevede l’avvio di un’analisi sul territorio nazionale per identificare le aree con maggiore potenziale di sviluppo del teleriscaldamento, per indirizzare gli investimenti e semplificare i procedimenti autorizzativi.
  • Nell’ambito delle forniture della Pubblica Amministrazione centrale, rafforza il vincolo di acquisto di prodotti e servizi ad alta efficienza energetica.
  • Nella regolazione dei servizi energetici e delle attività di trasmissione e distribuzione dell’energia, il Decreto introduce regole per sostenere l’efficienza energetica, eliminando eventuali barriere all’incremento dell’efficienza delle reti, alla diffusione efficiente delle fonti rinnovabili, alla generazione distribuita e alla cogenerazione ad alto rendimento, promuovendo in maniera più incisiva la partecipazione della domanda ai mercati dell’energia.
  • A favore dei consumatori finali di energia, prevede disposizioni che mirano ad accrescere la consapevolezza dei consumi energetici, attraverso la promozione dei sistemi di misura individuali, come i contatori intelligenti per elettricità e gas, e un sistema di fatturazione più preciso e fondato sul consumo reale.
  • Per promuovere la diffusione delle informazioni e per la formazione di imprese, pubbliche amministrazioni, cittadini e studenti prevede un programma triennale di formazione ed informazione, che ha come target i cittadini, la PA e le imprese.
  • Istituisce il Fondo nazionale per l’efficienza energetica, uno strumento finanziario di supporto alla riqualificazione energetica degli edifici della Pubblica Amministrazione ed agli interventi per la riduzione dei consumi di energia nei settori dell’industria e dei servizi. Una specifica sezione del Fondo è dedicata a sostenere gli investimenti in reti di teleriscaldamento e teleraffrescamento.

Ai fini del miglioramento della prestazione energetica degli immobili, sia pubblici che privati, il d.lgs. 102/2014, prevede piani settoriali per l’efficienza energetica:

  • Strategia per la Riqualificazione Energetica del Parco Immobiliare Nazionale (STREPIN): finalizzata a mobilizzare investimenti nella ristrutturazione del parco nazionale degli edifici.
  • Piano d’Azione per gli Edifici ad Energia Quasi Zero (PANZEB): dal 2021 i nuovi edifici dovranno essere a energia quasi zero. In vista di tale obbligo il PANZEB traccia orientamenti e linee di sviluppo nazionali per incrementare il loro numero tramite le misure di regolazione e di incentivazione disponibili. Il documento chiarisce anche il significato operativo di NZEB e stima i sovra-costi necessari per la loro realizzazione.
  • Piano per la Riqualificazione Energetica delle Pubbliche Amministrazioni Centrali (PREPAC): l’articolo 5 del D.lgs. 102/2014 dispone che, annualmente, a partire dall’anno 2014 e fino al 2020, i Ministeri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente predispongano un programma di interventi annuali di riqualificazione energetica negli edifici della Pubblica Amministrazione centrale relativi ad almeno il 3% annuo della superficie coperta utile climatizzata.

Infine, l’art. 17 del Decreto prevede che il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con i Ministri dell’ambiente, dell’economia e dei trasporti, d’intesa con la Conferenza unificata, e su proposta dell’ENEA, approva e trasmette alla Commissione europea il Piano d’azione nazionale per l’efficienza energetica, PAEE, che comprende: misure per il miglioramento dell’efficienza energetica; risparmi di energia conseguiti e attesi; stime aggiornate sul consumo di energia primaria previsto al 2020.

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/07/18/14G00113/sg

Decreto Ministeriale 10 febbraio 2014

Modelli di libretto di impianto per la climatizzazione e di rapporto di efficienza energetica di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 74/2013.

Introduce e definisce il nuovo modello di libretto di impianto per la climatizzazione degli ambienti e il rapporto di controllo di efficienza energetica. A partire dal 1° giugno 2014 gli impianti termici devono essere muniti del nuovo libretto e per i controlli di efficienza energetica devono essere utilizzati i nuovi modelli.

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2014/03/07/14A01710/sg

Decreto ministeriale del 5 dicembre 2013

Modalità di incentivazione del biometano immesso nella rete del gas naturale

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2013/12/17/13A10169/sg

Decreto Legge 4 giugno 2013, n. 63 convertito, con modificazioni, nella Legge 3 agosto 2013, n. 90

Recepimento direttiva 2010/31/Ue sulla prestazione energetica in edilizia e proroga detrazioni fiscali del 55% e 50% per efficientamento energetico e ristrutturazioni degli edifici.

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2013-06-04;63!vig=

Decreto del Presidente della Repubblica n. 75 del 16 aprile 2013

Concernente la disciplina dei criteri di accreditamento per assicurare la qualificazione e indipendenza degli esperti e degli organismi a cui affidare la certificazione energetica degli edifici.

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2013/06/27/13G00115/sg

Decreto del Presidente della Repubblica n. 74 del 16 aprile 2013

Regolamento recante definizione dei criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell’acqua calda per usi igienici e sanitari, a norma dell’articolo 4, comma 1, lettere a) e c), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192.

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2013/06/27/13G00114/sg

Decreto ministeriale del 28 dicembre 2012

Determinazione degli obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico che devono essere perseguiti dalla imprese di distribuzione dell’energia elettrica e il gas per gli anni dal 2013 al 2016 e per il potenziamento del meccanismo dei certificati bianchi.

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2013/01/02/12A13722/sg

Decreto ministeriale del 28 dicembre 2012

Incentivazione della produzione di energia termica da fonti rinnovabili ed interventi di efficienza energetica di piccole dimensioni.

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2013/01/02/12A13721/sg

Decreto ministeriale del 6 luglio 2012

Incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili diversi dai fotovoltaici – Attuazione articolo 24 del D.Lgs. n. 28/2011.

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2012/07/10/12A07628/sg

Decreto ministeriale 26 giugno 2009

Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici.

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2009/07/10/09A07900/sg

Decreto legislativo n.115 del 30 maggio 2008

Attuazione della direttiva 2006/32/CE relativa all’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici e abrogazione della direttiva 93/76/CEE

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2008-05-30;115!vig=

Decreto ministeriale dell’11 marzo 2008

Attuazione dell’articolo 1, comma 24, lettera a), della legge 24 dicembre 2007, n. 244, per la definizione dei valori limite di fabbisogno di energia primaria annuo e di trasmittanza termica ai fini dell’applicazione dei commi 344 e 345 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2008/03/18/08A01909/sg

Decreto ministeriale del 24 ottobre 2005

Direttive per la regolamentazione dell’emissione dei certificati verdi alle produzioni di energia di cui all’articolo 1, comma 71, della L. 23 agosto 2004, n. 239

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2005-11-14&atto.codiceRedazionale=05A10401&elenco30giorni=false

Decreto legislativo n. 192 del 19 agosto 2005

Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetico nell’edilizia

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2005/09/23/005G0219/sg

Decreto ministeriale del 28 luglio 2005

Criteri per l’incentivazione della produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2005-08-05&atto.codiceRedazionale=05A07837&elenco30Giorni=false

Decreto legislativo n. 59 del 18 febbraio 2005

Attuazione integrale della Direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2005-04-22&atto.codiceRedazionale=005G0087&elenco30giorni=false

Decreto legislativo n. 387 del 29 dicembre 2003

Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell’elettricità

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2004-01-31&atto.codiceRedazionale=004G0041&elenco30giorni=false

Decreto legislativo n. 112 del 31 marzo 1998

Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della L. n. 59 del 15 marzo 1997

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1998-05-21&atto.codiceRedazionale=098A4235&elenco30giorni=false

Legge n. 10 del 9 gennaio 1991

Norme per l’attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=1991-01-16&atto.codiceRedazionale=091G0015&elenco30giorni=false

Legge n. 308 del 29 maggio 1982

Norme sul contenimento dei consumi energetici, lo sviluppo delle fonti rinnovabili di energia e l’esercizio di centrali elettriche alimentate con combustibili diversi dagli idrocarburi. 

http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1982/06/07/082U0308/sg;jsessionid=auNYkm4dtHJkgoCuTvgbwA__.ntc-as5-guri2b

Legge Regionale Sicilia 9 agosto 2018, n. 16

Modifiche alla legge regionale 8 maggio 2018, n. 8. Norma transitoria in materia di gestione commissariale degli Enti di area vasta – Abrogazione della moratoria per le autorizzazioni di impianti eolici

Legge Regionale Sicilia 8 maggio 2018, n. 8

Legge di stabilità per l’anno 2018 – Stralcio – Istituzione Autorità di bacino – Sospensione autorizzazioni impianti eolici e fotovoltaici

Decreto Presidente Regione Sicilia 10 ottobre 2017

Individuazione delle aree non idonee all’installazione di impianti eolici

Decreto assessoriale Sicilia 19 giugno 2017

Approvazione moduli unificati in materia di edilizia

Decreto Assessoriale Sicilia 28 febbraio 2017, n. 1297

Approvazione dello standard formativo per l’attività di installazione e manutenzione straordinaria di impianti energetici alimentati da fonti rinnovabili (Fer)

Legge Regionale Sicilia 10 agosto 2016, n. 16

Recepimento del Testo unico edilizia, Dpr 380/2001 e modifiche al Piano casa regionale

Dgr Sicilia 12 luglio 2016, n. 241

Individuazione delle aree non idonee all’installazione degli impianti eolici – Attuazione dell’articolo 1 della Lr 20 novembre 2015, n. 29

Legge Regionale Sicilia 17 maggio 2016, n. 8

Disposizioni in materia di efficienza energetica, appalti e amianto – Modifiche alle leggi regionali 12/2011 e 10/2014

Decreto dirigenziale 21 gennaio 2016, n. 13

Impianti eolici – Sospensione conferenze di servizi relative ad alcuni procedimenti autorizzatori in corso

Legge Regionale Sicilia 20 novembre 2015, n. 29

Impianti eolici – Delega per l’individuazione delle aree non idonee

Decreto dirigenziale Sicilia 14 gennaio 2015

Linee guida per i regolamenti volti di definizione di criteri e procedure per accertamenti e ispezioni sugli impianti termici degli edifici

Decreto dirigenziale Sicilia 27 novembre 2014

Impianti termici – Proroga dei termini per l’iscrizione al Catasto regionale – Modifica parziale del decreto 23 luglio 2014

Legge Regionale Sicilia 12 agosto 2014, n. 21

Assestamento del bilancio regionale – Stralcio – Proroga del piano casa regionale

Decreto dirigenziale Sicilia 23 luglio 2014, n. 556

Disposizioni in materia di impianti termici degli edifici nel territorio della Regione siciliana

Decreto Assessoriale Sicilia 12 giugno 2013

Monitoraggio degli obiettivi regionali di uso delle fonti rinnovabili di energia e istituzione del relativo registro regionale

Decreto assessoriale Sicilia 17 maggio 2013

Obbligo di manifestazione del mantenimento dell’interesse alla realizzazione degli impianti Fer per le procedure ancora in corso di definizione

Decreto Presidente della Regione Sicilia 18 luglio 2012, n. 48

Disposizioni sull’autorizzazione di impianti a fonti rinnovabili

Decreto Presidente Regione Sicilia 26 aprile 2012, n. 38

Uffici competenti e tempi massimi di conclusione di vari procedimenti in materia di energia

Decreto dirigenziale Sicilia 3 marzo 2011

Norme sulla certificazione energetica degli edifici in Sicilia

Decreto Assessoriale Sicilia 7 luglio 2010

Piano casa: le regole della bioedilizia per realizzare gli ampliamenti

Legge Regionale Sicilia 12 maggio 2010, n. 11

Disposizioni programmatiche e correttive per l’anno 2010 – Stralcio – Fondo di garanzia per installazione di impianti fotovoltaici e delega in materia di Linee guida regionali

Legge Regionale Sicilia 23 marzo 2010, n. 6

Le norme sul “piano casa” regionale

Decreto presidente regione Sicilia 9 marzo 2009

Emanazione Dgr 3 febbraio 2009, n. 1 – Approvazione del Piano energetico regionale e Linee guida autorizzazioni impianti a fonti rinnovabili

Decreto assessoriale Sicilia 22 ottobre 2007, n. 245/GAB

Disposizioni attuative in materia di valutazione di incidenza

Decreto assessoriale 25 giugno 2007, n. 91/GAB

Adozione delle misure idonee e garantire la tutela dell’ambiente e del paesaggio ai fini del rilascio dei provvedimenti di cui al Dpr 12 aprile 1996 per gli impianti di sfruttamento dell’energia eolica

Legge Regionale Sicilia 8 maggio 2007, n. 13

Competenza in materia di valutazione di incidenza nelle aree Sic e Zps

Decreto Assessoriale Sicilia 17 maggio 2006, n. 11142

Criteri relativi ai progetti per la realizzazione di impianti per la produzione di energia mediante lo sfruttamento del sole

Decreto Assessoriale Sicilia 28 aprile 2005

Criteri relativi ai progetti per la realizzazione di impianti industriali per la produzione di energia mediante lo sfruttamento del vento

Legge Regionale Sicilia 22 aprile 2005, n. 4

Norme riguardanti il contenimento dei consumi energetici e il miglioramento dei livelli qualitativi delle abitazioni. Disposizioni volte alla riduzione dell’inquinamento luminoso. Deroga ai regolamenti edilizi comunali per le farmacie

Legge Regionale Sicilia 3 luglio 2000, n. 14

Disciplina della prospezione, della ricerca, della coltivazione, del trasporto e dello stoccaggio di idrocarburi liquidi e gassosi e delle risorse geotermiche nella Regione siciliana. Attuazione della direttiva 94/22/Ce – Stralcio